STIMOLARE IL "PENSIERO DIVERGENTE" PREPARA I BAMBINI AD UN MONDO IN CONTINUO CAMBIAMENTO.

Cos'è il pensiero divergente?


Dott.ssa Solidea Bianchini – docente del progetto di formazione BIMBI PER MANO -


- PENSIERO CONVERGENTE: abilità di combinare diverse informazioni per trovare la soluzione al problema. Esempio = trovare una parola che ne colleghi altre: es. Eva, bruco, verde = mela.

Le regole della convergenza: SELEZIONE SU CRITERI, FATTIBILITÀ/CONCRETEZZA, LOGICA/COERENZA, ORGANIZZAZIONE.

- PENSIERO DIVERGENTE: capacità di fornire soluzioni insolite, creative, innovative ai problemi (Esempio: insight) . A Joy Paul Guilford si deve la definizione di Pensiero Divergente che indica tutte le attività mentali, comprese le componenti cognitive della creatività, che divergono dalle risposte attese nei test di Q.I. Guilford ha dimostrato che l’attitudine creativa esiste allo stato potenziale in tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro età, dal loro sesso, dal loro livello di istruzione o dalla loro posizione sociale.

Le regole della divergenza: CENSURA ABOLITA, QUANTITÀ STRAVAGANZA BENVENUTA ESPLORAZIONE DEL POSSIBILE

- 4 Fattori del pensiero divergente:

FLUIDITA' è la capacità di produrre, in breve tempo, un grande numero di idee, indipendentemente dalla loro qualità, partendo da un determinato stimolo

FLESSIBILITA' è la capacità di cambiare impostazione, abbandonare uno schema di pensiero per un altro, imboccare direzioni nuove nella soluzione di problemi e produrre più idee in categorie diverse.

ORIGINALITA' è la capacità di produrre idee inedite, dal carattere realmente innovativa. È l’indice di rarità delle risposte.

ELABORAZIONE è la capacità di dettagliare un’idea con ricchezza di particolari collegati sensatamente fra loro.

STIMOLARE IL PENSIERO DIVERGENTE

Bruner sostiene che nell'ambito dell'educazione tendiamo a ricompensare solo le risposte «giuste» e a penalizzare quelle «sbagliate». Questo rende i bambini riluttanti ad azzardare soluzioni nuove o originali nella risoluzione di un problema, dato che le probabilità di sbagliare in questo caso diventano inevitabilmente maggiori. In altre parole essi tendono a non volere correre rischi. Tuttavia il salto immaginativo, la produzione di una risposta diversa da quella convenzionale, la prontezza ad assumersi quelli che potrebbero essere chiamati i rischi conoscitivi sono inscindibili dallo sforzo creativo. L'insegnante dovrebbe essere preparato ad agire in un'atmosfera in cui tale sforzo sia incoraggiato e ricompensato piuttosto che in un clima educativo dove vengano approvate soltanto le soluzioni caute e convergenti.

IN CHE MODO POSSIAMO STIMOLARE IL PENSIERO DIVERGENTE?

…pensiamo alle caratteristiche delle attività laboratoriali ad esempio.

1)L'ambiente è un fattore indispensabile per la struttura del laboratorio che si fonda sulle qualità di spazialità. Il livello di qualità della competenza che il bambino sviluppa nel suo percorso di crescita è fortemente connessa al contesto in cui si trova ad agire. La prassi dell'apprendimento scolastico si basa su un ambiente pensato per una connessione unidirezionale tra insegnante e studente. Il laboratorio scardina questo canone quotidiano dando una scossa al ruolo passivo dello studente e attivando una rete di interazione più dinamica e costruttiva. All'ascoltare si aggiunge l'agire, al registrare informazioni si aggiunge l'elaborazione creativa delle stesse. Si avvia un processo più complesso nell'atteggiamento di risposta del bambino, la cui azione ha un influsso non solo a livello mentale, ma anche corporale.

2) Un laboratorio si sviluppa attorno ad un elemento - oggetto-tecnica, che fa da motore innescante: una tela, una scultura, una tecnica, una corrente artistica. Sono tutti punti di partenza per sviluppare i progetti laboratoriali che permettono l'apprendimento base, ovvero la conoscenza delle specificità di quel dato soggetto. Contare solo sull'apprendimento base vorrebbe dire infatti per lo psicologo “trascurare il sottostante processo di formazione di abiti, attitudini e interessi permanenti”.

3) E’ l'attività in sé che permette all'individuo di creare un vissuto personale su un tema che verrà poi interiorizzato e quindi avrà una pregnanza più incisiva, rispetto ad un approccio confinato all'ascolto di nozioni. Il fare applicato è concepito in questa sede come la chiave di volta della didattica che ha come scopo primo la formazione completa del bambino.

info sul progetto BIMBI PER MANO al link https://www.progettografroma.com/bimbi-per-mano



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