Ricordi di "Scultura al buio" con il maestro Felice Tagliaferri (maggio 2019)

La fiducia, come l’arte, non viene mai dall’avere tutte le risposte, ma dall’essere aperta a tutte le domande. (Earl Grey Stevens)

Una #formazione esperienziale e un'esperienza di crescita #professionale e umana che cercano, stimolando pensiero alternativo e riflessione, di "far assaporare", anche solo per un attimo, il gusto di accordarsi per realizzare un racconto condiviso...la formazione che diventa - oltre al momento per acquisire nuovi strumenti di lavoro, conoscenza, e riconoscimento di attestati e diplomi - anche, e soprattutto, il pretesto per alimentare lo sforzo di attivare e allenare la capacità del ragionamento complesso. Nella scuola odierna - alla quale si chiedono livelli di inclusività inimagginabili fino a qualche anno fa - questo può essere di grande aiuto in un sistema che purtroppo soffre di carenze strutturali e organizzative.


per #educatori, insegnanti di sostegno, #arteterapeuti, #psicologi, #studenti, #artisti e artigiani, curiosi

AL FINE DI : - acquisire uno strumento "altro" di ausilio all'apprendimento, di comunicazione e di interazione da portare con sé nei propri contesti professionali ed educativi, immaginando, insieme, percorsi per una nuova #didatticainclusiva - acquisire tecniche di lavorazione e #scultura, entrando in contatto con una nuova forma esplorativa dell'arte. - offrire ai partecipanti tutti gli strumenti organizzativi per personalizzare l’offerta laboratoriale più adatta ai propri allievi - sperimentare un incontro con la parte di noi con la quale entriamo meno spesso in contatto, approcciando un diverso percorso di #crescitapersonale . - fornire agli allievi con varie disabilità strumenti idonei per utilizzare le proprie capacità - aiutare il bambino/ragazzo a far emergere e valorizzare i propri talenti, riconoscendo ed accettando anche i propri limiti, senza che siano discriminati o sminuiti. Partire dai singoli per arrivare all’unione e forza del gruppo/classe. Oltre gli stereotipi e i pregiudizi che investono e immobilizzano, affinché la vulnerabilità diventi una risorsa.

Lavoreremo sempre al #buio? Non sempre, naturalmente, ma durante il laboratorio sono previsti dei momenti di lavoro senza l'uso della vista. Non avremo bisogno di vedere perché a noi, in quel momento, interesserà sperimentare e osservare "l'invisibile agli occhi", provando a vedere cosa c'è dietro le percezioni, i ricordi, i giudizi e le convinzioni dietro le quali spesso ci nascondiamo. Proveremo, insieme, ad abbattere le barriere dell'immobilità di pensiero, dei pregiudizi e della paura, per "ri-nascere al buio" e avvicinarci ad una dimensione nuova di formazione professionale e di crescita interiore.


















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