Niente recita di fine anno.Il Teatro a scuola come indagine e scoperta di se stessi...

(...) Ambra Moriconi - docente di Teatro per Educatori -

Prosegue da diversi anni ormai questa mia scommessa educativa: portare a scuola un teatro che sia anche indagine dell'uomo sull'umano, dei ragazzi su se stessi, e non sono intrattenimento o vetrina. Mi sembra che l'ipotesi iniziale sia stata capita dai ragazzi stessi e dalle famiglie. Sono orgogliosa della fiducia riscontrata per questo progetto. Il lavoro proseguirà nei prossimi mesi, così da approfondire, ritrovare, applicare, stravolgere e ricostruire ciò che è stato fatto e vissuto in questa prima esperienza. Molti ragazzi hanno riconfermato. Ho ricevuto diversi feedback al momento della “lezione aperta”, positivi, in cui è stato chiaro per noi, per le famiglie e soprattutto per i ragazzi, che questo tipo di lavoro è, e vuole essere, non intrattenimento ma una esperienza ludica e formativa allo stesso tempo. Abbiamo riportato anche qualche dubbio, un paio di genitori che non hanno apprezzato lo spazio di lavoro in classe invece che nel teatro della scuola, poiché a loro avviso lo spazio non dava ai ragazzi la sensazione di fare altro da un semplice gioco a ricreazione. Abbiamo preso atto delle critiche e ci abbiamo pensato a fondo. È vero che abbiamo lavorato in uno spazio non specifico, non del tutto adeguato, non attento all'estetica che dovrebbe avere il rituale teatrale. Ma, crediamo, questo ha reso ancora più importante il nostro lavoro: abbiamo chiesto ai ragazzi di fare arte, comunicazione, produzione culturale, immaginazione ed educazione guardando oltre, nonostante gli spazi, i banchi rovesciati, la lavagna polverosa con l'esercizio di matematica ancora scritto sopra. Loro ci sono riusciti, sono riusciti a fare senza vedere, senza badare a ciò che non era necessario alla loro esperienza. Sono stati bravi. Più grandi di noi grandi e della situazione in cui li abbiamo messi. Per concludere, il commento di uno dei ragazzi, con cui tutti gli altri sono stati concordi e che mi sembra un buon riassunto dei miei obiettivi: "Ci siamo ascoltati, in modo nuovo. È stato bello!".

n.b. Detto questo, ho fatto richiesta, per la prosecuzione del progetto, di uno spazio diverso, consapevole che le critiche ricevute dicevano anche qualcosa di vero e reale. Ci vuole bellezza, per imparare a fare bellezza. Ambra Moriconi (dalla Relazione del Laboratorio Scuola Media di Roma, febbraio 2020)


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