LA "COLLABORAZIONE", SPESSO IDEA UN PO'ASTRATTA,DEVE DIVENTARE UN'OPPORTUNITA' CONCRETA

Il mondo dell’educazione, scuola e assistenza è un settore con enormi potenzialità di crescita e animato da persone - nella gran parte donne - con forte motivazione, sensibilità e desiderio di miglioramento e formazione “utile”.

Soffre, al tempo stesso, di diverse problematiche: discontinuità lavorativa causata da contratti temporanei e progetti a corto termine; povertà di formazione e strumenti pratici; nel settore ludico educativo c’è un'alta percentuale di rischio chiusura delle attività per mancanza di supporto, coordinamento e partenariato; nel settore sociale-assistenziale poca iniziativa privata per difficoltà ad accedere ai finanziamenti e comprendere la burocrazia.

Abbiamo avuto modo di osservare questa situazione durante i nostri corsi che sono nati proprio da docenti che lavorano tutti i giorni nell’ambito scolastico, educativo e sociale.


I piccoli laboratori esperienziali del week end di Progetto GRAF - seppur una goccia nel mare - sono stati pensati con l'idea di rispondere prima di tutto al desiderio di formazione e qualifica, capaci di aprire possibile strade verso l’autonomia e l’autodeterminazione e non ultimo la consapevolezza della propria professionalità.

Ma non solo. Nell'acronimo GRAF appare la lettera "R" di Rete. Molti ci chiedono il motivo per cui una realtà associativa che si dedica prevalentemente alla formazione "dell'individuo/studente, /professionista/genitore" abbia scelto di dare così tanto risalto al concetto di gruppo in una nostra visione di una classe nella quale, ogni partecipante, possa trovare il contatto giusto per:

- individuare bandi e sviluppare insieme progetti e partneriato, mettendo ognuno a disposizione la forza economica, o logistica, o di contatti, o di progetti per superare le inevitabili mancanze che si hanno nell'agire da soli


Costruire "una Rete", quindi, significa portare a termine insieme un puzzle nel quale ogni pezzetto rappresenti la storia di ognuno che, unita a quella degli altri, crei nuove occasioni di lavoro. In questo modo potrebbe essere possibile pensare di accedere a finanziamenti pubblici e privati concessi grazie a bandi ai quali è impossibile partecipare da soli, oppure ai quali sarebbe eventualmente possibile farlo da soli ma a costo di un enorme stress e lavoro.


Certo, occorre conoscersi, occorre "sentirci gli uni con gli altri", prima di aderire, anche mentalmente, a questo tipo di approccio all'incontro. Il momento di formazione professionale e di crescita personale di un laboratorio esperienziale può aiutarci anche in questo.

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